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La parola miele deriva dall’ittita melit. Per millenni ha rappresentato l'unico alimento zuccherino concentrato disponibile. Le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al IV millennio avanto Cristo circa.

Anche nell’antico Egitto il miele era apprezzato, e le prime notizie di apicoltori che si spostavano lungo il Nilo per seguire con le proprie arnie la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Durante gli scavi delle tombe dei faraoni sono stati rinvenuti vasi di miele ermeticamente chiusi il cui contenuto si era perfettamente conservato. Lo usavano anche per curare i disturbi digestivi e per creare unguenti per piaghe e ferite.

I Greci lo consideravano "cibo degli dei", e dunque rappresentava una componente importantissima nei riti che prevedevano offerte votive.

Il miele è prodotto dall'ape sulla base di sostanze zuccherine che essa raccoglie in natura.

Le principali fonti di approvvigionamento sono il nettare, che è prodotto dalle piante da fiori e la melata, che è un derivato della linfa degli alberi, prodotta da alcuni insetti succhiatori come la metcalfa, che trasformano la linfa delle piante trattenendone l’azoto ed espellendo il liquido in eccesso ricco di zuccheri.

Per le piante, il nettare serve ad attirare vari insetti impollinatori, allo scopo di assicurare la fecondazione dei fiori. A seconda della loro anatomia, e in particolare della lunghezza della proboscide (tecnicamente detta ligula), le api domestiche possono raccogliere il nettare solo da alcuni fiori, che sono detti appunto melliferi.

La composizione dei nettari varia secondo le piante che li producono. Sono comunque tutti composti principalmente da glucidi, come saccarosio, glucosio, fruttosio ed acqua.

Il loro tenore d'acqua può essere importante, e può arrivare fino al 90%.

La produzione del miele comincia nell’ingluvie dell’ape operaia durante il suo volo di ritorno verso l'alveare. Nell'ingluvie si aggiunge al nettare l’invertasi, un enzima che ha la proprietà di idrolizzare il saccarosio in glucosio e fruttosio.

Giunta nell'alveare, l'ape rigurgita il nettare, ricco d'acqua, che deve poi essere disidradato per assicurarne la conservazione.

A questo scopo, le api bottinatrici lo depongono in strati sottili sulla parete delle celle. Le api operaie ventilatrici mantengono nell'alveare una corrente d'aria che provoca l'evaporazione dell'acqua. Quando questa è ridotta ad una percentuale dal 17 al 22%, il miele è maturo. Viene quindi immagazzinato in altre cellette che, una volta piene, saranno sigillate.

Le fasi di lavorazione del miele sono un insieme di procedimenti che l'apicoltore compie per ottenere il miele in forma commercializzabile.La lavorazione dell'uomo inizia dove finisce quella dell’ape ovvero alla fine delle fioriture, dopo che le api hanno immagazzinato ed opercolato il miele nei favi.

Le api accumulano il miele prodotto nei favi contenuti nei melari. Al momento opportuno l'apicoltore decide di toglierli dall'arnia per portarli in laboratorio ed iniziare l'estrazione del miele. Questa fase comporta la necessità di togliere le api contenute nel melario. Per questa operazione vengono alternativamente utilizzati due strumenti: il soffiatore, oppure gli apiscampi. Il soffiatore viene utilizzato dagli apicoltori professionisti perché più rapido e perché è sufficiente una sola visita per completare l’estrazione dei melari. Il melario viene posto in verticale sull'arnia, il soffiatore spazza via tutte le api in pochi secondi ed il melario è pronto per essere portato via. Gli apiscampi invece devono essere posti tra il nido ed i melari qualche giorno prima di poter portar via i melari e quindi è necessario effettuare due passaggi. Vengono utilizzati, seppure inefficienti, dagli apicoltori hobbisti in quanto (in numero limitato) sono più economici del soffiatore.

Una volta tolti dalla loro posizione sopra l'arnia, i melari vengono portati in laboratorio ed accatastati. In questo momento è opportuno controllare il grado di umidità del miele con un particolare tipo di rifrattometro chiamato mielometro. Se risultasse troppo umido occorrerebbe procedere alla fase di deumidificazione.

Una volta disopercolate le celle, i telaini vengono posti nello smelatore che, grazie alla forza centrifuga, fa fuoriuscire il miele. Dallo smelatore il miele viene convogliato nei maturatori anche in questo caso con procedimenti differenziati tra professionisti ed hobbisti. I primi utilizzano un sistema di tubi e pompe, mentre i secondi preferiscono i più economici secchi (detti "latte").

Il miele viene versato nei maturatori passando attraverso i filtri che raccolgono i residui di cera, i pezzi di ape e qualsiasi altro materiale fosse accidentalmente finito nel miele. I filtri hanno maglie di diverse dimensioni e, di solito, se ne utilizzano un paio con maglie differenziate (larghe, sottili). Vengono utilizzati anche filtri a sacco di nylon.

Nella fase di smielatura il miele acquista aria che viene eliminata nella fase di decantazione: nel maturatore il miele decanta e l'aria viene a galla sotto forma di bollicine che formano la schiuma.

Una volta tornato limpido per l'eliminazione dell'aria e prima che inizi la cristallizzazione il miele può essere invasettato (per la vendita al dettaglio) o versato in latte o fusti (per la vendita all'ingrosso). Per invasettare viene utilizzata una macchina chiamata invasettatrice.

Lo stoccaggio è una fase importante per il miele in quanto una elevata temperatura, una esposizione al sole o altre operazioni errate possono compromettere la qualità, il sapore ed anche la commestibilità del prodotto.

Se c'è una netta predominanza del fruttosio sul glucosio, rimarrà sempre liquido, o tutt'al più fluido, come il miele d'acacia, di castagno o di melata.
Se, invece, è molto ricco di glucosio tenderà a diventare solido, cioè a cristallizzare, come avviene nella maggior parte dei mieli.

Poichè  un miele dipende dalla sua origine botanica, sono le api a scegliere il pascolo e le stagioni, potrà essere costituito da una sola fioritura o da mille nettari e melate.
Non esiste un miele più buono di un'altro, ma uno che piace più di un altro. Inoltre, dipende dall'uso che se ne vuole fare: a seconda dell'accostamento con altri cibi e bevande dovremmo scegliere mieli differenti.
Insomma mille mieli per mille gusti e per mille usi diversi!

Ecco alcuni diversi tipi di miele:

Miele di Acacia

Raccolto a metà primavera, è liquido, il colore è giallo chiaro, a volte quasi trasparente. Dolce e dall'aroma vagamente vanigliato. Proprietà: indicato per i bambini e neonati per il suo sapore delicato; Consigliato a chi soffre di fegato e nelle forme lieve di diabete.

Miele di Castagno

E' raccolto nei primi mesi estivi nelle zone collinari e Appenniniche. E' liquido e cristallizza molto lentamente. Il colore varia dall'ambra con tonalità che vanno dal rossastro al marrone. Non molto dolce, con retrogusto amaro ed intenso, apprezzato da chi predilige i sapori forti. Proprietà: astringente, efficace per chi soffre di asma e grazie all'elevato contenuto di ferro indicato nei casi di anemia.

Miele di Corbezzolo

Proviene dalla Maremma e si raccoglie in autunno. Di difficile produzione e molto raro. Cristallizza rapidamente con una colorazione che va dall'ambra al nocciola. L'aroma è estremamente persistente ed amaro. Oltre alla Toscana è prodotto solo in Sardegna e Corsica. Proprietà: efficace nelle crisi di asma e indicato nelle infiammazioni intestinali in genere.

Miele di Edera

Raccolto da settembre a ottobre nella macchia mediterranea. Colore dall'ambra al giallo paglierino, sapore delicato, profumatissimo, dalla consistenza cremosa.

Miele di Eucalipto

Prodotto nei mesi estivi. Cristallizzato, dal colore ambrato dai riflessi giallo-grigi. Dolce, dall'aroma caratteristico che ha un leggero retrogusto salato simile alla liquerizia. Proprietà: calmante della tosse, antiasmatico, e persino antisettico delle vie urinarie.

Miele di Foresta

Raccolto nell'Italia centrale deriva dalle melate di abeti, castagni, querce e altre latifoglie. Liquido e di colore marrone con tonalità rossastre. Dolce con aroma intenso. Proprietà: Indicato per gli sportivi.

Miele di Lavanda

Prodotto sia in primavera che in estate. Cristallizzato con una colorazione che va dal bianco dorato fino all'ambra. Dolce ed acido contemporaneamente con retrogusto fruttato, profumo aromatico e delicato. Proprietà: coadiuvante nella cura delle malattie respiratorie.

Miele di Melata

Ha odore e sapore dolce, fortemente aromatico, maltato. Il colore è bruno-nero con riflessi verde scuro. Ha consistenza liquida. Proprietà: balsamico.

Miele di Macchia Mediterranea

La colorazione è ambra scuro, cristallizza velocemente. Composto da fioriture di erica arborea, ramno, cisto e lillatro, utilizzato sin dai tempi antichi nella cunica toscana. Odore e sapore aromatico, è molto rato.

Miele Millefiori

Deriva da diverse varietà di fiori e viene raccolto dalla primavera all'estate. Il colore va dall'ambra chiaro al paglierino, l'odore è delicato, liquido in estate, cristallizza successivamente. Il sapore varia a seconda della composizione floreale. Proprietà: indicato negli stati anemici.

Miele di Rosmarino

Ha il colore chiaro quasi bianco. Il profumo è sottile e caratteristico, dal gusto delicato. Non se ne producono grosse quantità. Prodotto nel Parco dell'Uccellina. Proprietà: è indicato per coloro che soffrono di problemi di fegato.

Miele di Rovo

Raccolto nel mese di giugno nei terreni di macchia mediterranea degradata e nei poderi abbandonati da anni. Dal colore verdolino, odore delicato e sapore molto gradevole. La consistenza è liquida ma cristallizza piuttosto velocemente. Proprietà: indicato per le infiammazioni della bocca e per le diarree infantili.

Miele di Tarassaco

Prodotto dalla floro spontanea dei prati primaverili. Dal sapore non dolce e dall'aroma intenso e profumato. Cristallizzato con un colore giallo di intensità diverse. Proprietà: regolarizza le attività intestinali.

Miele di Tiglio

Raccolto in tarda primavera nei boschi. Si può trovare sia liquido che cristallizzato. Il colore varia dal giallo dorato all'ambra scuro. Aroma balsamico, dal sapore dolce ma dal retrogusto amaro. Proprietà: eccellente per l'emicrania e per chi soffre di insonnia.

 

 

 

 

 

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