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Il palazzo e la loggia

La LoggiaLa loggia pubblica, situata a fianco del palazzo Nerucci del quale fa parte integrante, risale al 1554, come documenta una targa con questa data incisa fra gli archi. Fu costruita per iniziativa di Domenico Nerucci (nato a Castel del Piano nel 1529) lo stesso che commissionò la costruzione dell'adiacente palazzo; fu questi un importante personaggio, legato alla corte pontificia, che rivestì numerose cariche ecclesiatiche, prima come auditore del Cardinale Fornelli, poi come auditore fiscale in Campidoglio sotto Gregorio XII ed infine come Giudice d'appello sotto Sisto V. Il nome "Domenicus Nerutius" compare infatti inciso sopra l'architrave di una finestra al primo piano, mentre su un'altra si legge la data "A.D. MDLXXXII". Il Palazzo che occupa una vasta area tra Piazza Colonna ae Corso Nasini è improntato sul modello del palazzo rinascimentale ad avancorpi laterali racchiudenti un cortile, adottato all'inizio del Cinquecento da Baldassarre Peruzzi a Roma per la Villa della Farnesina di Agostino Chigi costruita lungo la riva del Tevere: Il fronte principale è caratterizzato da un ampio portale bugnato fiancheggiato da finestre inginocchiate e reca a livello superiore finestre con cornici ed architravi in pietra serena, allineate al di sopraLa Loggia di una marca-davanzale anch'esso in pietra. Anche la composizione degli altri fronti sul Corso Nasini è improntata ad un rigoroso ordine simmetrico e ad una sapiente distribuzione di pieni e di vuoti conferita attraverso l'uso della pietra che risalta sulle superfici ad intonaco. Questo edificio è riferibile probabilmente ad un archietetto di rilievo, forse un seguace dello stesso Peruzzi. La loggia, dai caratteri rinascimentali, si sviluppa su uno schema ad "L" aderente al lato Nord del Palazzo. È coperta a travatura lignea e formata da coppie di archi a tutto sesto poggianti su colonne a capitello dorico alternate a pilastri a fascio nell'angolo e alle sue estremità. All'interno di essa, sono murati alcuni stemmi ed iscrizioni che ricordano personaggi che hanno ricoperto cariche pubbliche a Castel del Piano nel corso del XVI e XVII secolo, come quello di Giorgio Petrucci "viroiterum praetori" recante la data 1629, quello di Alfonso Bandini "pretori ustissimo" recante la data "1637" e d ancora quello di Benvoglienti di Siena con iscrizione illeggibile e a data 1629 (?). Il palazzo dunque dopo essere appartenuto ai Nerucci fu adibito ad uso pybblico, fu residenza dei capitani di giustizia, poi sede comunale, funzione che ha mantenuto fino al secolo scorso quando il Comune si è trasferito nel Palazzo Ginnaneschi.

 

Museo di Palazzo Nerucci

Il piano nobile di Palazzo Nerucci, bellissimo esempio di architettura cinquecentesca nel centro di Castel del Piano, ospita raccolte di diverso genere – pittura e grafica, scuture, reperti archeologici - che nel corso degli anni sono entrate a far parte del patrimonio della Comunità

Nell'ala est si trovano le collezioni artistiche: il Salone dei Notabili, 8             ritratti di

“uomini illustri “di Castel del Piano, che hanno contribuito alla crescita sociale, economica, artistica del paese. Segue poi la Raccolta d'arte, composta da un primo nucleo di dipinti provenienti da un lascito di fine '800, tra cui spiccano l'autoritratto a pastello di Rosalba Carriera, famosa artista veneziane del '700 e un ritratto a ricamo del Granduca Leopoldo di Lorena. Ad esse si sono aggiuntie altre opere, tra cui la “Madonna col Bambino” e la “Tavola Ginanneschi”, una veduta del paese di Castel del Piano nel '700. Le ultime tre sale ospitano la Pinacoteca Edo Cei, con caricature, manifesti e dipinti dell'artista che testimoniano il suo legame con il territoro amiatino e le Sculture di Piero Bonacina, opere contemporanee in pietra e legno. Nell'ala ovest è ospitato l'Antiquarium , che raccoglie circa 120 pezzi che per tipologia e classe di appartenenza rientrano nei tipi noti nelle aree dell'Etruria meridionale, nelle zone del tufo, nell'area chiusina e della valle dell'Ombrone.La maggior parte dei pezzi è riferibile al III-I sec. a. C.

Accanto al patrimonio artistico Palazzo Nerucci conserva, insieme alla biblioteca storica comunale, gli archivi di famiglie e di personalità della comunità, di associazioni locali, frutto di donazioni che si sono succedute nel tempo, patrimonio di grande rilevanza per la conoscenza del territorio e della sua storia.

Archivio dell’Associazione Nazionale Combattenti- Opera Nazionale Combattenti – Fondo Archivistico e Librario“ Ildebrando Imberciadori”

Fondo Archivistico ” Edoardo e Giovanni Imberciadori”

Forndo Archivistico “Eugenio Lazzereschi”

Fondo Archivistico e Librario“ Don Silvio Ginanneschi”

Attività

Visite guidate al museo, al paese e agli “Itinerari Nasiniani.” (su prenotazione)

Bookshop Si

Accessibilità diversamente abili Ascensore

Orario

Dal 1 luglio: martedì-domenica- 10.00–12.30, 16.30–19.30 - Lunedì chiuso

Prezzi del Biglietti

Biglietto Ridotto €3.00 Biglietto Intero €5.00


 

Palazzo Nerucci, a beautiful example of 16th sixteenth-century architecture, is located in the old part of Castel del Piano. On its first floor, it houses the art collection of Castel del Piano, which is divided into different sections. First, there are paintings and drawings, then sculptures and finally archaeological finds, which were collected over the years thanks to legacy donations of local families. On one side of the Museum there are paintings, drawings and sculptures, including the so called "Salone dei Notabili", with 8 portraits of some "uomini illustri " in Castel del Piano, who have contributed to the social, economic and artistic growth of the territory.

Afterwards comes the Collection ofArt, consisting of a first nucleus of paintings from a late-1800 legacy, among which stands the self portrait of Rosalba Carriera, a famous Venetian artist of the '1 8th century, and an embroidered portrait of Grand Duke Leopold of Lorraine. Other works include the "Madonna and Child" and the "Ginanneschi Table", a view of the village of

Castel del Piano in the 1 8th century. The last three rooms of the wing house the Edo Cei Pinacoteca, with caricatures, posters and paintings by the artist, testifying his connection with local events and people in the mid of the last century, and the sculptures by Piero Bonacina, contemporary stone and wood works. At the other end of the Museum there is the Antiquarium, an archeological collection of about 120 pieces which belong to well known types in the areas of southern Etruria, i.e the tuff areas, the Chiusi area and the valley of the River Ombrone. Most of the pieces date back to the 1st through 3rd centuries B.C.

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